Conferenza stampa

a Berna, martedì, 20 aprile 2021, ore 10.00

Cara. Inutile. Ingiusta. NO alla legge sul CO2!

Luogo Centro media Palazzo federale, Bundesgasse 8 – 12, 3003 Berna
Data Martedì, 20 aprile 2021
Ora 10:00
Relatori:  
  Consigliere nazionale Christian Imark, UDC, imprenditore / SO
  Casimir Platzer, presidente GastroSuisse, Hotelier / BE
  Christophe Reymond, direttore Centre Patronal / VD
  Consigliera nazionale Diana Gutjahr, UDC, imprenditrice e membro USAM / TG

Casimir Platzer, presidente GastroSuisse

Conferenza stampa 20. April 2021

La nuova legge sul CO2 è cara, inutile e ingiusta!

Comunicato stampa

La prevista legge sul CO2 sulla quale la popolazione svizzera voterà il 13 giugno è cara, inutile e ingiusta. Benzina e diesel rincareranno di 12 centesimi al litro, la tassa sull’olio combustibile e il gas sarà più che raddoppiata, i riscaldamenti ad olio e a gas di fatto saranno vietati e sarà introdotta una nuova tassa sui biglietti aerei che potrà arrivare fino a 120 franchi a biglietto. Questi costi aggiuntivi danneggiano soprattutto il ceto medio nonché chi abita in zone rurali e in regioni periferiche e di montagna. Inoltre tutti questi oneri miliardari non hanno un impatto tangibile sulla riduzione dei gas serra a livello mondiale, in quanto la Svizzera è responsabile solo per lo 0,1% delle emissioni mondiali di CO2. Questo quanto hanno sottolineato i rappresentanti del comitato economico “NO alla nuova legge sul CO2” oggi davanti ai media.

“La Svizzera già oggi è un esempio per ciò che riguarda la politica ambientale”, ha spiegato il consigliere nazionale Christian Imark, imprenditore / SO. La nuova legge sul CO2 disconosce questi fatti e non fa altro che aggiungere nuovi divieti, tasse e ridistribuzioni che danneggiano la Svizzera. “Con questa legge non facciamo altro che rincarare il costo del lavoro in Svizzera, rincariamo la vita per le nostre famiglie ed economie domestiche e mettiamo in atto una burocrazia inutile e inefficiente. Sproniamo aziende che hanno bisogno di molta energia ad emigrare in paesi con salari bassissimi, il che danneggia sicuramente il clima. Imponiamo costi d’investimento inutili per la comunità e creiamo nuovi e inefficienti approfittatori statali e unità amministrative,” ha ancora sottolineato Imark.

La nuova legge prevede l’aumento dei carburanti, dell’olio da riscaldamento e del gas, il che avrà ripercussioni su tutta la filiera economica svizzera. “Nella situazione attuale,” dichiara Casimir Platzer, presidente GastroSuisse / BE, “sarebbe da irresponsabili addossare ulteriori oneri finanziari all’economia svizzera. Da oltre un anno infatti la nostra economia sta lottando contro la crisi dovuta al Coronavirus e ai diversi lockdown. Dalla seconda guerra mondiale non si era mai assistito ad una tale difficile situazione per il nostro settore. Molte aziende hanno dovuto attuare il lavoro ridotto, altre stanno fallendo e altre ancora sono già fallite. Molto toccati sono il settore della gastronomia, il settore alberghiero e il turismo in generale. Ma anche altri settori sono vicini al collasso.”

“Questa legge è inefficace sul piano climatico, visto che al massino riuscirà a diminuire le emissioni mondiali di CO2 da qui al 2030 di mezzo millesimo. Non bisogna essere un esperto climatologo per capire che la Svizzera, con le sue circa 46 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 all’anno è responsabile appena per un millesimo dei 43 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2 a livello mondiale,” ha tenuto a precisare Christophe Reymond, direttore Centre Patronal / VD, in rappresentanza dell’economia romanda.

La consigliera nazionale Diana Gutjahr, UDC, imprenditrice e membro del comitato dell’USAM / TG ha sottolineato come i pendolari che sono costretti a recarsi al lavoro in automobile o gli artigiani che devono trasportare molto materiale, ma anche la mamma che deve fare la spesa per tutta la famiglia, con la nuova legge saranno costretti a pagare la benzina o il diesel 12 centesimi in più al litro. “Questo comporta subito spese supplementari annue di alcune centinaia di franchi. Nel caso di aziende con un parco veicoli maggiore i costi aumenteranno di alcune migliaia o addirittura decine di migliaia di franchi all’anno. E’ ingiusto.” Anche il divieto di fatto per i riscaldamenti a combustibili fossili secondo Diana Gutjahr è alquanto ingiusto, perché per esempio i proprietari di case anziani non potranno permettersi gli investimenti per risanare gli impianti esistenti per sostituirli con impianti ad energia rinnovabile. Tutto questo porterà a molti casi di rigore,” ha detto preoccupata la consigliera nazionale turgoviese.

Ecco perché l’economia svizzera, come ad esempio Commercio Svizzera, GastroSuisse, l’Associazione Proprietari Fondiari, l’Unione Svizzera delle arti e mestieri e delle PMI del Canton Zurigo, il Centre Patronal nonché le associazioni degli automobilisti e le associazioni dell’industria degli oli minerali il 13 giugno dicono NO a questa legge inefficace sul CO2!

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